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L’attività fisica nel Diabete: strumento terapeutico efficace

Francesca Cannata, Chiara Bartolomei, Irene Zuccaro, Nicola Napoli , Paolo Pozzilli
Dipartimento di Endocrinologia e Diabetologia, Campus Bio-Medico di Roma, Via Alvaro del Portillo 21, Roma, Italia
Autore corrsipondente. F.Cannata : f.cannata@unicampus.it

 
Introduzione
La terapia farmacologica del Diabete (DM) ha un impatto significativo sul rischio di complicanze; tuttavia, da sola non è sufficiente a prevenirne l’evoluzione. L'indicazione condivisa dalle più recenti linee guida e documenti di consenso sulla gestione della malattia diabetica è quella di incoraggiare l’adozione di un corretto stile di vita e personalizzare la terapia con l'adeguamento delle prescrizioni farmacologiche al profilo clinico e metabolico del singolo paziente. Come ben noto, la terapia non farmacologica si basa sulla modifica dello stile di vita in termini di aumento dell’attività fisica (AF) associata ad una corretta alimentazione e riduzione della dipendenza tabagica. [1]

L’AF è definita come un sottogruppo di attività che si riferiscono a tutti i movimenti ripetitivi, pianificati e strutturati specificamente progettati per migliorare la salute e la forma fisica. [2]

Le forme di AF maggiormente descritte sono l’AF aerobica, di resistenza e ad intervalli ad alta intensità` (HIIT). Ciascuna attività produce effetti benefici diversi in pazienti con DM.[3] (Fig 1 e 2)

Effetti dell'AF
L'effetto terapeutico svolto dell'AF aerobica in pazienti con diabete di tipo 1 (DMT1) e diabete di tipo 2 (DMT2) è associato ad un significativo miglioramento del metabolismo glucidico e lipidico, della funzione endoteliale e della sensibilità insulinica oltre ad una riduzione dei livelli pressori. [3]

Inoltre, la pratica regolare di AF aerobica riduce potenzialmente la quantità e la dose della terapia farmacologica antidiabetica nei pazienti con DMT2 così come la posologia dell'insulina nei pazienti con
DMT1 [4].

La pratica regolare di AF di resistenza è correlata all’aumento della forza muscolare, massa minerale ossea, massa magra e miglioramento del profilo di rischio cardiovascolare.

La durata, tipologia e intensità dell’attività svolta, producono variazioni dell’assetto ormonale capaci di indurre sia ipo che iperglicemie. [3] Tuttavia, gli effetti sul compenso glicemico da essa indotti in soggetti
con DMT1 sono controversi poiché numerose variabili possono influenzare l’andamento glicemico durante AF. Tra queste, incidono fortemente: la dieta seguita dal paziente, glicemia di partenza, livello di
allenamento, presenza di deficit ormonali, fattori ambientali e psicologici. [4]
L’HIIT, è una tipologia di AF ad intervalli ad alta intensità. Tale approccio, induce risposte ormonali che coinvolgono catecolamine, cortisolo e ormone della crescita, e potrebbero controbilanciare l’azione ipoglicemizzante indotta dalle fasi aerobiche dell’allenamento [1].

Le linee guida internazionali suggeriscono lo svolgimento di un’AF di tipo aerobico con la raccomandazione di evitare un allenamento superiore a un'ora. [3] Il controllo glicemico prima e dopo l'AF è auspicabile per valutare l’assunzione integrativa di carboidrati. Viene consigliato, inoltre, l’utilizzo di un dispositivo di cardio frequenza per la misurazione della frequenza cardiaca durante l’AF. Riguardo l’AF anaerobia caratterizzata da esercizi isometrici o di forza, questi devono essere valutati attentamente caso per caso [4]. (Tab.1)

L’elemento cruciale nella prescrizione dell’AF nei pazienti con DM è che l'intensità e il livello di attività siano ottimizzati per ottenere maggiore beneficio metabolico. [5]

Conclusioni
Il momento storico che stiamo vivendo ha fortemente limitato le opportunità di essere fisicamente attivi per questo motivo è importante pianificare e organizzare l’AF giornaliera limitando la sedentarietà tra le mura domestiche. Nel contesto casalingo, è necessario incoraggiare il paziente diabetico allo svolgimento di una sufficiente AF, utilizzando attrezzi quali la cyclette, tapis roulant, piccoli pesi o elastici; camminare e saltare sul posto e infine salire e scendere più volte le scale.

Fig.1 Effetti benefici dell’AF e attività consigliate nei pazienti con DMT1

Figura1


Fig.2 Effetti benefici dell’AF e attività consigliate nei pazienti con DMT2

Figura 2


Tab. 1 Riassunto delle raccomandazioni consigliate nei pazienti con DMT1 e DMT2
Cannata, F.; et al. “Beneficial Effects of Physical Activity in Diabetic Patients” JFMK 2020

Tabella 1

Conflitti di interesse: L'autrice dichiarano di non avere conflitti di interesse
Consenso informato: Lo studio presentato in questo articolo non ha richiesto sperimentazione umana
Studi sugli animali:. L'autrice non hanno eseguito studi sugli animali

Riferimenti bibliografici
  1. Khursheed, R , Singh SK, Wadhwa S.; et al. 2019,Treatment strategies against diabetes:Success so far and challenges ahead. Eur. J. Pharmacol. 862, 172625.
  2. Balducci, S., D'Errico V, Haxhi J, et al. 2019Effect of a Behavioral Intervention Strategy on Sustained Change in Physical Activity and Sedentary Behavior in Patients With Type 2 Diabetes: The IDES_2 Randomized Clinical Trial. JAMA, 321, 880–890.
  3. Cannata, F. Vadalà G, Ambrosio L, et al. 2020Beneficial Effects of Physical Activity in Diabetic Patients. Journal of Functional Morphology and Kinesiology Sep 4;5(3):70. PMID:
    33467285
  4. Riddell, M.C.; Gallen IW, Rabasa-Lhoret R 2017. Exercise management in type 1 diabetes: A consensus statement. Lancet Diabetes Endocrinol., 5, 377–390.
  5. Prior, S.J. .Blumenthal JB, Katzel LI et al. 2014Increased skeletal muscle capillarization after aerobic exercise training and weight loss improves insulin sensitivity in adults with IGT.Diabetes Care, 37, 1469–1475.

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