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Fattori di rischio e sospetto clinico per carcinoma mammario nel maschio

Nicola Bianchi1, Simona Ferri1, Mario Maggi M2, Alessandra Sforza1, Giovanni Corona1

Unità di Endocrinologia1, Ospedale Maggiore, Dipartimento Medico, Azienda-Usl di Bologna, Bologna Italia
Unità di Endocrinologia2 Dipartimento di Scienze Sperimentali cliniche e Biochimiche, Università degli studi di Firenze, Firenze

Corresponding author:
dott. Giovanni Corona, Unità di Endocrinologia, Ospedale Maggiore, Dipartimento Medico, Azienda-Usl di Bologna, Bologna Italia. Largo Nigrisoli, 2, 40133 Bologna, Italia.
Tel.: +39-51-6478060. Fax: +39-51-6478058.
e-mail: jocorona@libero.it


 
Introduzione
Il carcinoma mammario maschile (CMM) costituisce una rara evenienza clinica (meno dell’ 1% di tutte le forme di carcinoma mammario) con una prevalenza stimata di circa 1.08/100,000 (1). A differenza di quanto osservato nella donna, nella maggior parte dei casi si tratta di forme luminali con una ridotta positività per mutazioni dei geni BRCA 2 (10%) e BRCA1 (< 1%) ma alta espressione del recettore estrogenico (95%) giustificando un maggiore ruolo della terapia endocrina nella gestione di tale condizione [1].

Fattori di rischio
Dati ottenuti da registri di Veterani americani, relativi a 4,501,578 soggetti valutati tra il 1969 e il 1996 con successiva diagnosi di 642 casi di CMM, costituiscono una delle più ampie casistiche che ha permesso di identificare le condizioni più frequentemente associate allo sviluppo di CMM (vedi Tabella 1) [ 2]. Essenzialmente tutte le condizioni descritte si contraddistinguono per un’alterazione del rapporto tra androgeni ed estrogeni circolanti, sottolineando ulteriormente il ruolo della competente ormonale nella patogenesi del CMM.
Obesità. La presenza di obesità raddoppia il rischio di sviluppare CMM in modo direttamente proporzionale ai valori di indice di massa corporea (BMI). E’ interessante rilevare come non solo l’obesità in età adulta ma anche un’obesità adolescenziale raddoppi il rischio di sviluppare CMM in età adulta [1]. La nota riduzione dei livelli di testosterone e il relativo iperestrogenismo che contraddistinguono l’obesità costituiscono verosimilmente il principale meccanismo fisiopatologico.
Diabete mellito. L’associazione tra CMM e diabete è strettamente legata alla reazione tra diabete tipo 2 e obesità. In effetti, la relazione scompare dopo aggiustamento per livelli di BMI [2].
Sindrome di Klinefelter (SK) La presenza di SK rappresenta il principale fattore di rischio per lo sviluppo di CMM (Tabella 1). Tuttavia l’età mediana alla diagnosi è di circa 72 anni, comparabile a quella della popolazione generale, suggerendo come la SK non acceleri la progressione della neoplasia [1].
Disfunzione testicolare/criptorchidismo. Studi preliminari documentavano una stretta associazione tra danno testicolare pregresso (orchite, criptorchidismo, tossici ambientali) e CMM. Dati più recenti, derivati dalla meta-analisi di 11 studi caso-controllo e 10 studi di coorte, hanno invece confermato tale associazione solo tra i soggetti senza documentata paternità, sottolineando la necessità di un danno testicolare certo come possibile fattore di rischio per CMM [1].
Ginecomastia. L’associazione tra ginecomastia e CMM sembra essere per lo più secondaria alla maggiore attenzione diagnostica a cui vengono sottoposti i soggetti affetti da ginecomastia vera piuttosto che ad una relazione causale diretta [3].

Quadro clinico
La comparsa di una tumefazione mammaria nel maschio deve sempre prevedere un’accurata valutazione specialistica al fine di escludere quadri clinici potenzialmente gravi, seppur rari come una neoplasia testicolare o il CMM. Una lesione maligna si caratterizza solitamente per una più frequente unilateralità, una consistenza aumentata accompagnata, occasionalmente, da manifestazioni cutanee (ulcerazione pelle a buccia di arancia), retrazione del capezzolo o sanguinamento più o meno associati ad adenopatie ascellari. La presenza di tali segni deve necessariamente orientare il clinico all’attivazione di una diagnostica adeguata (ecografia, mammografia, biopsia) e di un trattamento tempestivo.

Conclusione
Seppur evenienza piuttosto rara, il CMM rappresenta un’insidiosa e spesso misconosciuta condizione clinica più frequentemente osservata nel maschio anziano. La conoscenza dei principali fattori di rischio e l’identificazione precoce dei segni clinici può garantire un trattamento risolutivo e una prognosi ottimale.

Tabella 1. Condizioni cliniche associate al rischio di sviluppare carcinoma mammario maschile. Adattata da ref. 1


Tabella 1
 
Conflitti di interesse Gli autori dichiarano di non avere conflitti di interesse
Consenso informato Lo studio presentato in questo articolo non ha richiesto sperimentazione umana
Studi sugli animali Gli autori di questo articolo non hanno eseguito studi sugli animali

Riferimenti Bibliografici  
  1. Fentiman IS. The endocrinology of male breast cancer. Endocr Relat Cancer. 2018;25:R365-R373.
  2. Brinton LA, Carreon JD, Gierach GL, McGlynn KA, Gridley G.Etiologic factors for male breast cancer in the U.S. Veterans Affairs medical care system database. Breast Cancer Res Treat. 2010;119:185-92.
  3. Kanakis GA, Nordkap L, Bang AK, Calogero AE, Bártfai G, Corona G, Forti G, Toppari J, Goulis DG, Jørgensen N. EAA clinical practice guidelines-gynecomastia evaluation and management. Andrology. 2019 Nov;7(6):778-793

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