per una Endocrinologia 2.0
 


Gestione dell’iperprolattinemia da psicofarmaci

Nunzia Prencipe e Silvia Grottoli
Dipartimento di Scienze Mediche , Divisione di Endocrinologia , Diabetologia e Metabolismo, Città della Salute e della Scienza di Torino, Università of Torino, Torino, Italia.

I farmaci antipsicotici (APs) rappresentano il principale trattamento di disordini psichiatrici quali schizofrenia, disturbo bipolare e disordine schizo-affettivo, condizioni croniche che richiedono un trattamento a lungo termine.
L'iperprolattinemia (iperPRL) è un effetto avverso estremamente frequente di questa categoria di farmaci e l’iperPRL APs-indotta (IPA) è stimata in circa il 70% dei pazienti schizofrenici. Tutti gli APs tipici di prima generazione sono associati a significativa iperPRL, mentre gli APs atipici presentano una maggiore eterogeneità (Tabella 1). L’IPA è caratterizzata generalmente da valori di PRL tra 25 e 100 ng/ml che, a volte, possono raggiungere picchi > 200 ng/ml. L’IPA è sintomatica nel 40% dei casi e i sintomi ad essa associati possono essere causa di sospensione o ridotta compliance al trattamento antipsicotico.
È da sottolineare, però, che i disturbi sessuali possono essere correlati alla patologia psichiatrica di base (es. sintomi negativi, demotivazione) o a fattori psicosociali. Le Linee Guida dell’Endocrine Society (Melmed 2011) suggeriscono, nel sospetto di IPA e in presenza di sintomi, di ripetere il dosaggio di PRL dopo sospensione del farmaco per almeno 3 giorni o dopo sostituzione con un farmaco non iperprolattinemizzante. Se il farmaco (es. risperidone o paliperidone) è a lunga durata d’azione, i livelli di PRL possono, tuttavia, rimanere elevati per alcuni mesi. Se il farmaco non può essere interrotto o sostituito è raccomandata l’esecuzione di una indagine morfologica (RMN della regione sellare) per escludere la presenza di una lesione ipofisaria.
La gestione dell’IPA è multidisciplinare e prevede la stretta collaborazione tra psichiatra e endocrinologo. Infatti, poiché la terapia di prima linea è la riduzione o la sostituzione del farmaco antipsicotico, questa decisione non può prescindere dal confronto con lo specialista psichiatra. In caso non sia possibile la sospensione, è utile, ove indicato, aggiungere aripiprazolo, agonista parziale dei recettori della dopamina, che può determinare una riduzione dei livelli di PRL e la regressione dei sintomi. Riguardo l’utilizzo dei dopamino agonisti (DA) in pazienti con patologia psichiatrica i dati sono contrastanti. Sebbene bromocriptina o cabergolina possano in alcuni casi esacerbare gli episodi psicotici, i risultati di uno studio su 19 pazienti con schizofrenia e iperPRL, responsivi al risperidone, hanno dimostrato che l’assunzione di cabergolina può, non solo ridurre i livelli di PRL, ma migliorare la sintomatologia sessuale, senza peggiorare l’aspetto psichiatrico (Cavallaro 2004). Infine, per quei pazienti in cui non sia possibile sostituire il farmaco o utilizzare DA, è indicato il trattamento sintomatico dell’ipogonadismo PRL-dipendente, ossia l'uso di terapia gonadica sostitutiva (EP, HRT o testosterone).
I pazienti con iperPRL asintomatica, invece, non necessitano di trattamento; l’iperPRL non è di per sé un fattore di rischio per osteoporosi o neoplasia mammaria. In conclusione l’iperPRL non deve essere un effetto collaterale limitante la scelta dei farmaci psichiatrici. È, tuttavia, indispensabile creare una stretta collaborazione tra psichiatra ed endocrinologo per ottimizzare la gestione del paziente psichiatrico trattato con Aps per migliorare l’aderenza terapeutica e minimizzare le possibili complicanze a lungo termine.
 

Fig 1. Algoritmo per il trattamento dell’iperprolattinemia indotta da antipsicotici (IPA)
Iperprolattinemia da psicofarmaci
Tabella 1: Elenco di antipsicotici atipici di seconda generazione e rischio di indurre iperPRL. Modificata da (3)
Iperprolattinemia da psicofarmaci

 

Conflitto di interesse. Le Autrici dichiarano di non avere conflitti di interesse. Silvia Grottoli dichiara che negli ultimi 5 anni ha avuto rapporti anche di finanziamento con i seguenti soggetti portatori di interessi commerciali in campo sanitario: Janssen-Cilag
Consenso informato. Lo studio presentato in questo articolo non ha richiesto sperimentazione umana.
Studi sugli animali. Gli autori di questo articolo non hanno eseguito studi sugli animali.
 
Riferimenti Bibliografici  
  1. S. Melmed, F.F. Casanueva, A.R. Hoffman, D.L. Kleinberg, V.M. Montori, J.A. Schlechte, J.A.H. Wass Diagnosis and Treatment of Hyperprolactinemia: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline. The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, Volume 96, Issue 2, 1 February 2011, Pages 273–288
  2. R. Cavallaro, F. Cocchi, S.M. Angelone, E. Lattuada, E. Smeraldi. Cabergoline treatment of risperidone-induced hyperprolactinemia: a pilot study. J Clin Psychiatry. 2004 Feb;65(2):187-90.
  3. J. Peuskens, L. Pani, J. Detraux, M. De Hert. The Effects of Novel and Newly Approved Antipsychotics on Serum Prolactin Levels: A Comprehensive Review. CNS Drugs (2014) 28:421–453

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