per una Endocrinologia 2.0
 


Screening e diagnosi del diabete gestionale

Andrea Tumminia1, Agostino Milluzzo1, Laura Sciacca1

11Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Sezione Endocrinologia, Università degli Studi di Catania, Catania, Italia

Autore corrispondente: andreatumminia@libero.it


Premessa
Il diabete gestazionale (GDM) è un’alterazione metabolica diagnosticata nel secondo o terzo trimestre di gravidanza e determinata, nella maggior parte dei casi, da un’incapacità delle beta cellule pancreatiche di sopperire, attraverso un adeguato aumento della secrezione insulinica, alla fisiologica insulino-resistenza indotta dagli ormoni dell’unità feto-placentare.

Il GDM rappresenta, di fatto, l’alterazione metabolica più comune in gravidanza e, se non correttamente riconosciuto e adeguatamente trattato, si associa a un’elevata morbilità materno-fetale, legata essenzialmente all’eccessiva crescita fetale1.

Vi è da decenni un acceso dibattito sulla strategia diagnostica complessiva da adottare per il GDM nelle donne in gravidanza. Per lo screening e diagnosi del GDM, in Italia a partire dal 2011, si seguono le Linee Guida Ministeriali sulla Gravidanza Fisiologica elaborate dal Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG), dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dalla Associazione Medici Diabetologi (AMD) e dalla Società Italiana di Diabetologia (SID)2, 3. Nelle linee guida si affrontano principalmente due aspetti: lo screening del diabete preesistente alla gravidanza (e fino a quel momento misconosciuto) e lo screening del GDM.

1. Screening del diabete preesistente alla gravidanza misconosciuto
Nel primo trimestre, appena accertato lo stato gravidico, tutte le donne con gravidanza fisiologica che non abbiano eseguito misurazioni recenti della glicemia, devono misurare la glicemia plasmatica a digiuno per identificare un diabete preesistente alla gravidanza misconosciuto. Si pone diagnosi di diabete preesistente alla gravidanza con gli stessi parametri relativi alla popolazione generale non in gravidanza: glicemia plasmatica a digiuno ≥126 mg/dl (7,0 mmol/l), o di HbA1c ≥6,5% (≥48 mmol/mol) o di glicemia plasmatica random ≥200 mg/dl (11,1 mmol/l)2, 4. Indipendentemente dalla modalità utilizzata, è necessario che risultati alterati rispetto ai valori soglia di riferimento siano confermati in un secondo prelievo. Le gestanti con diagnosi di diabete preesistente alla gravidanza devono essere prontamente avviate a un monitoraggio glicemico intensivo, come raccomandato per la condizione nota di diabete pre-gestazionale (tipo 1 o tipo 2)2, 4.

2. Screening del GDM
Lo screening del GDM si esegue mediante un test da carico orale con 75 g di glucosio (OGTT) con valori soglia per la diagnosi di 92 mg/dl per la glicemia a digiuno, di 180 mg/dl per la glicemia dopo un’ora e di 153 mg/dl dopo 2 ore dalla somministrazione del glucosio. È sufficiente un solo valore alterato per porre diagnosi di GDM (Tabella 1).

In Italia è raccomandato lo screening del GDM basato sui fattori di rischio (screening selettivo): le donne con almeno un fattore di rischio per il GDM dovranno eseguire l’OGTT alla 24a-28a settimana di gestazione, mentre per le donne a rischio elevato (per la presenza di almeno un fattore tra: obesità pre-gravidica, pregresso GDM, glicemia plasmatica a digiuno 100-125 mg/dl riscontrata prima della gravidanza o durante il primo trimestre di gravidanza) è raccomandato uno screening precoce alla 16a-18a settimana gestazionale, da ripetere, se negativo, alla 24a-28a settimana gestazionale (Tabella 2).

Una corretta gestione del percorso di screening del GDM è fondamentale oltre che per ottimizzare l’assistenza di queste gravide a rischio, anche per migliorare la sorveglianza a distanza di una patologia che, se non diagnosticata, può causare conseguenze negative per la salute della paziente e del prodotto del concepimento. La diagnosi di GDM, infatti, permette di riconoscere donne a rischio futuro di diabete tipo 2 e di malattie cardiovascolari, su cui sarebbe auspicabile poter attuare una reale strategia di prevenzione.

Tabella 1. Tempi, valori soglia e modalità di esecuzione dell’OGTT per lo screening del GDM
Tabella1
Tabella 2. Fattori di rischio per GDM e relativo periodo raccomandato per lo screening
Tabella2
Conflitti di interesse gli autori dichiarano di non avere conflitti di interesse.

Riferimenti Bibliografici  
  1. Group HSCR, Metzger BE, Lowe LP, Dyer AR, Trimble ER, Chaovarindr U et al. Hyperglycemia and adverse pregnancy outcomes. The New England journal of medicine 2008; 358(19): 1991-2002. doi: 10.1056/NEJMoa0707943
  2. Associazione Medici Diabetologi (AMD) - Società Italiana di Diabetologia (SID). Standard italiani per la cura del diabete mellito 2018. Available from: http://www.standarditaliani.it/ Accessed September 01, 2019.
  3. Linea-guida Gravidanza fisiologica. Aggiornamento 2011. Diagnosi del diabete gestazionale. pp. 169-73.
  4. American Diabetes A. 14. Management of Diabetes in Pregnancy: Standards of Medical Care in Diabetes-2019. Diabetes care 2019; 42(Suppl 1): S165-S172. doi: 10.2337/dc19-S014

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