per una Endocrinologia 2.0
 

Malattie ipotalamo-ipofisarie

RELAZIONE FINALE 4I 2018 SIRACUSA


INCONTRI ITALIANI IPOTALAMO-IPOFISARI (4i) 2018 – considerazioni finali
Cari colleghi, gentili colleghe,

la X Edizione degli Incontri Italiani delle Malattie Ipotalamo-Ipofisarie, biennale riunione del dell’omonimo Club SIE, si è svolta quest’anno a Siracusa (1-3 marzo 2018), nella incantevole cornice dell’isola di Ortigia.
Ancora una volta il Congresso ha riscosso grande successo grazie alla partecipazione di oltre 250 iscritti, con un centinaio di esperti fra relatori e moderatori, inclusi alcuni prestigiosi scienziati stranieri. Ampia la partecipazione dei giovani, come nelle edizioni precedenti, a conferma della vitalità della nostra comunità scientifica e del grande interesse riscosso dalle tematiche affrontate.
Il programma scientifico, qualitativamente e quantitativamente ricco grazie all’abilità dei relatori ma anche alle proposte e suggerimenti pervenuti da tanti iscritti al Club, si è dimostrato all’altezza delle aspettative. Ne è stata prova non solo il positivo giudizio espresso da molti colleghi, ma soprattutto l’assidua frequenza dei partecipanti che hanno colmato le tre aule del Palazzo Arcivescovile – sede del convegno – durante le sessioni plenarie e parallele. Gli argomenti trattati hanno spaziato dalla fisiologia alla patologia ipotalamo-ipofisaria, coinvolgendo non solo esperti endocrinologi ma anche neurochirurghi, psichiatri, radio-oncologi, pediatri, specialisti in medicina nucleare, e farmacologi, in un continuo e fecondo confronto di competenze. Particolarmente apprezzate sono state le sessioni dedicate all’up-to-date sul trattamento del deficit di GH in età adulta (dopo oltre 20 anni di pratica clinica), al confronto multidisciplinare sulla gestione dell’iperprolattinemia da farmaci, alle malattie rare ipotalamo-ipofisarie (incluse quelle di nuova identificazione nei LEA), agli effetti degli interferenti endocrini sulla fisiopatologia ipotalamo-ipofisaria (con ruolo patogenetico sulla tumorigenesi ipofisaria), all’approccio integrato dei pazienti con craniofaringioma o con NET primitivi intracranici e al ruolo degli ormoni neuroipofisari sullo sviluppo e sulla differenziazione sessuale. Alla diagnosi e terapia del microprolattinoma, alla sindrome di Cushing ACTH-dipendente di origine occulta e al trattamento dell’infertilità nelle donne con ipogonadismo ipogonadotropo sono stati dedicati, invece, tre partecipatissimi “Incontri con l’esperto”. Tre letture magistrali sono state dedicate agli adenomi ipofisari TSH-secernenti (Prof. Paolo Beck Peccoz), al trattamento farmacologico della malattia di Cushing (Prof. Martin Reincke) e alla riclassificazione dei tumori ipofisari (Prof. Edward R. Laws Jr.). Inoltre, tutti gli oltre 50 lavori scientifici inviati come abstract sono stati presentati da giovani ricercatori nelle 9 sessioni parallele dedicate alle comunicazioni orali, e 12 di essi sono stati premiati dalla commissione scientifica, anche con l’attribuzione di un piccolo premio in denaro.

Infine, durante l’assemblea degli iscritti al Club che si è svolta prima della conclusione del convegno, sono state presentate anche le iniziative già avviate o in programma. In particolare si è discusso di:
1. database sull’apoplessia ipofisaria, ormai attivo e coordinato da Andrea Lania e Flavio Angileri (per SINCH).
2. progetti di studio sugli effetti dei dopamino-agonisti negli adenomi ipofisari non secernenti (proposto da Mantovani e Lania) e sul ruolo delle mutazioni di USP8 negli adenomi ipofisari ACTH-secernenti (proposto da Adriana Albani e Francesco Ferraù)
3. istituzione della Settimana Italiana delle Malattie Ipofisarie (proposta dai coordinatori del Club delle Malattie Ipotalamo-Ipofisarie)

E’ doveroso citare anche la eccellente organizzazione del congresso, curata da FASI S.r.l. grazie al contributo non condizionato di numerose aziende.
Una considerazione finale non meno importante la vogliamo dedicare al piacere di aver condiviso quasi 3 giorni indimenticabili con tanti amici, ancor prima che colleghi a cui siamo accomunati da interessi e passioni scientifiche, e di aver potuto accogliere nella nostra comunità qualche giovane new entry, che ci auguriamo sappia incarnare le speranze di tutti noi per il futuro dell’Endocrinologia italiana. Silvia Grottoli Salvo Cannavò
 

2 maggio 2018

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