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17-06-2026

Gestione dell’iperprolattinemia da farmaci in età pediatrica

Cecilia Lugarà1, Ylenia Giorgianni1, Tommaso Aversa1

1Dipartimento di Patologia Umana dell’Adulto e dell’Età Evolutiva “G. Barresi”, Unità operativa di Pediatria, Università degli Studi di Messina, Messina, Italia. 
Corresponding author Cecilia Lugaràcelugara@unime.it
Proposto da T Aversa

Introduzione

L’iperprolattinemia da farmaci rappresenta una causa frequente di consulto endocrinologico pediatrico, in relazione al crescente uso di antipsicotici ed antidepressivi in bambini e adolescenti.
La prolattina è un ormone polipeptidico prodotto dalle cellule lattotrope dell’ipofisi anteriore e rilasciato in maniera intermittente. Il principale regolatore inibitorio della sua secrezione è la dopamina, che a livello ipofisario si lega ai recettori D2 sulle cellule lattotrope, inibendone la sintesi e il rilascio.
Tra i farmaci responsabili di iperprolattinemia [Tab.1], gli antipsicotici (principalmente risperidone ma anche amisulpride, paliperidone ed in misura minore olanzapina e quetapina) rappresentano i più frequenti responsabili. Il loro meccanismo d’azione consiste principalmente nel blocco dei recettori dopaminergici D2. Studi pediatrici indicano che fino al 23% dei pazienti pediatrici trattati con antipsicotici sviluppa iperprolattinemia. L’entità dell’aumento è dose dipendente e varia tra i diversi farmaci responsabili in relazione al meccanismo d’azione, all’affinità recettoriale e alla capacità di attraversare la barriera ematoencefalica [1,2].



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