Autori
Mariafrancesca Birtolo, Lucrezia Gentile
UO Endocrinologia, Diabetologia e Andrologia Medica – IRCCS Humanitas Research Hospital – Rozzano
(MI). Italia; Dipartimento di Scienze Biomediche, Humanitas University, Pieve Emanuele (MI) Italia
PROPONENTE Andrea Lania
Autore corrispondente Mariafrancesca.birtolo@humanitas.it
Sommario
La sella vuota è un reperto neuroradiologico spesso diagnosticato incidentalmente. Sebbene nella
maggior parte dei casi sia clinicamente silente, può associarsi ad alterazioni endocrine che richiedono
un adeguato inquadramento. In questa breve rassegna si affronterà l’approccio clinico pratico alla sella
vuota primaria, con particolare attenzione alla valutazione endocrinologica iniziale, alle indicazioni
terapeutiche e alla gestione razionale del follow-up, alla luce delle più recenti evidenze
Introduzione
La sella vuota (Empty Sella, ES) è un reperto neuroradiologico relativamente frequente, caratterizzato
dall’erniazione dello spazio subaracnoideo all’interno della sella turcica con conseguente
schiacciamento dell’ipofisi sul pavimento sellare. In base all’eziologia si distingue una forma primaria
(primary empty sella, PES), in assenza di patologie ipofisarie pregresse, e una forma secondaria
(secondary empty sella, SES), conseguente a chirurgia ipofisaria, radioterapia, apoplessia, ipofisite o
trauma cranico (1, 2). Dal punto di vista epidemiologico, studi autoptici riportano una frequenza del 5–
12%, mentre nei pazienti sottoposti a neuroimaging per sintomatologia non riconducibile a patologia
sellare la prevalenza può raggiungere il 12–35%. La PES è più comune nel sesso femminile, con un
rapporto F:M fino a 4–5:1, e presenta un picco di incidenza tra la terza e la quinta decade di vita (1, 2).
Obesità, ipertensione arteriosa e multiparità sono frequentemente associate alla PES. Sebbene spesso
clinicamente silente, l’ES può associarsi ad alterazioni endocrine e neurologiche, configurando la empty
sella syndrome (ESS) (1, 2). Studi osservazionali e multicentrici indicano una prevalenza di
ipopituitarismo alla diagnosi fino al 30–40%, rendendo necessaria una valutazione endocrinologica
iniziale sistematica (1-3).