Endocrinologia della Donna


Coordinatori:
  • Paolo Moghetti
  • Costanzo Moretti
Contatti:
  • paolo.moghetti@univr.it
  • moretti@med.uniroma2.it

 PRESENTAZIONE

Il Club SIE di Endocrinologia della Donna si propone di riunire i cultori dei variegati aspetti che rendono peculiare il sistema endocrino della donna, al fine di facilitarne l’interazione multidisciplinare e di realizzare una integrazione dell’attività di ricerca clinica e di base.

OBIETTIVI

In primis, considerando la molteplicità delle problematiche e delle discipline coinvolte e le potenziali prospettive immediate, il Club si propone di realizzare

  1. studi epidemiologici multicentrici su campioni di popolazione ampi, su cui poi organizzare trial randomizzati controllati di intervento

  2. in campioni rappresentativi, studi di biologia molecolare, con potenziali prospettive di ricaduta in termini di algoritmi diagnostici e di gestione clinica condivisi

Fra le tematiche che potranno essere inizialmente affrontate nell’ambito del Club vi sono

  1. la PCOS

  2. la sindrome da eccesso di androgeni

  3. le relazioni fra ormoni sessuali

  4. sindrome metabolica e obesità viscerale

  5. le disfunzioni endocrine della gravidanza

  6. le relazioni fra esercizio fisico e patologia riproduttiva

  7. l’insufficienza ovarica primaria

I Coordinatori invitano tutti i Soci interessati a questa tematica a iscriversi e a partecipare all’attività di questo nuovo Club SIE.

INFORMAZIONI AGGIUNTIVE

Club SIE Endocrinologia della Donna Osservatorio Nazionale Ovaio Policistico e Sindrome da Eccesso di Androgeni

Progetto 1. Adozione di una cartella informatizzata delle pazienti con PCOS per l’elaborazione di dati epidemiologici nazionali
La PCOS è una patologia eterogenea e l’adozione dei criteri di diagnosi attuali, che prevedono la possibilità di attribuire questa etichetta a pazienti con caratteristiche sostanzialmente diverse (The Rotterdam ESHRE/ASRM-sponsored PCOS consensus workshop group, Fertil Steril 2004) ha ampliato tale eterogeneità. L’importanza di distinguere i diversi fenotipi clinici della PCOS che derivano dall’adozione di tali criteri resta controversa. Una delle ragioni alla base della difficoltà di risolvere questa controversia è rappresentata dalle diverse modalità con cui possono essere valutati i vari aspetti che caratterizzano la sindrome, sulla base della variabile disponibilità di metodiche e di competenze dei diversi centri cui si possono rivolgere queste pazienti. Lo studio di queste pazienti non si esaurisce nella valutazione degli elementi utili alla diagnosi, ma richiede anche una serie di approfondimenti in merito alle possibili complicanze della patologia. Anche sotto questo profilo l’approccio dei diversi centri presenta differenze rilevanti.
Il Club SIE ha messo a punto una cartella elettronica, accessibile via web (www.pcosoutcome.net) previa registrazione del centro, che permette di inserire informazioni sui diversi aspetti della PCOS, criptando e mantenendo la riservatezza sui dati sensibili delle pazienti che vengono incluse. Il progetto prevede ora di effettuare una valutazione epidemiologica su ampia scala, che fotografi la realtà italiana in termini di diagnostica e management di questa sindrome. Uno studio pilota in questo senso è attualmente in corso.
 
Progetto 2. Valutazione obiettiva del grado di irsutismo
La diagnosi di PCOS poggia oggi, in accordo ai criteri della consensus di Rotterdam, sulla presenza di almeno due fra tre elementi: iperandrogenismo clinico e/o biochimico, oligoanovulazione cronica e aspetto micropolicistico dell’ovaio, una volta escluse le potenziali cause secondarie. Sfortunatamente l’accertamento della presenza di questi elementi soffre di numerosi limiti. L’irsutismo rappresenta l’espressione più rilevante, in termini di frequenza e in termini di significato fisiopatologico, dell’iperandrogenismo clinico. Le raccomandazioni AEPCOS sulle modalità di diagnosi di questa sindrome suggeriscono di privilegiare questo aspetto rispetto ad altri, quali l’alopecia androgenetica e l’acne, come evidenza di iperandrogenismo clinico da utilizzare ai fini di tale diagnosi (Azziz R et al, J Clin Endocrinol Metab 2006). L’importanza di questo aspetto è ulteriormente aumentata dai gravi limiti della valutazione dell’iperandrogenismo biochimico, con le metodiche attualmente in genere disponibili nei laboratori di routine.
Anche la misura dell’irsutismo soffre però di significativi limiti, legati soprattutto alla soggettività della valutazione. Questa abitualmente poggia sul raffronto, in diverse sedi corporee, della crescita dei peli nella donna in esame rispetto a immagini di riferimento, con attribuzione soggettiva di un punteggio semiquantitativo. Nella modalità più largamente utilizzata nella pratica clinica il raffronto avviene con una modifica dello schema elaborato originariamente da Ferriman & Gallwey (Escobar-Morreale H et al, Hum Reprod Update 2012). Per ovviare a questi importanti limiti sono state proposte misure obiettive di questo fenomeno, basate in particolare sulla quantificazione di velocità di crescita dei peli, loro densità e spessore. Queste proposte alternative sono rimaste però finora confinate a pochi studi sperimentali di piccole dimensioni e non hanno trovato concreta applicazione clinica, per questioni di complessità, costi e scarsa sensibilità.
Considerati i progressi consentiti oggi dalla digitalizzazione delle immagini e la disponibilità di programmi messi a punto per quantificare questi aspetti, il Club SIE ha progettato uno studio sperimentale multicentrico nazionale su ampia scala, che prevede di acquisire immagini nei diversi centri partecipanti, previa acquisizione di una limitata dotazione tecnica, e di trasferirle a un centro dotato del necessario software per l’elaborazione dei dati. Questo progetto potrà permettere:
1. di confrontare su un’ampia casistica i risultati delle valutazioni semiquantitative e soggettive tradizionali con quelli di metodiche obiettive;
2. di stimare l’impatto dell’adozione di queste metodiche obiettive sulla diagnosi di irsutismo e di PCOS;
3. di verificare se le misure obiettive correlino meglio di quelle tradizionali con le misure biochimiche di iperandrogenismo;
4. di valutare la sensibilità di tali metodiche alle variazioni indotte dai trattamenti adottati.
I Centri che vorranno partecipare allo studio dovranno contattare i referenti del progetto, iscrivendosi nell’area CLUB SIE Endocrinologia della donna
 
 
 
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